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IM.I.S.

di Giovedì, 02 Aprile 2015 - Ultima modifica: Lunedì, 24 Aprile 2017

COS' E':  è la nuova imposta, istituita con Legge Provinciale 30 dicembre 2014, n. 14, che sostituisce l’Imposta municipale propria (I.MU.P.) e la Tassa per i  servizi indivisibili (TA.S.I.). Si applica solamente in provincia di Trento.

SOGGETTO PASSIVO: il proprietario degli immobili, ovvero il titolare dei diritti reali quali usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, nonché il locatario inanziario (leasing).

ABITAZIONE PRINCIPALE, ASSIMILAZIONI ED AGEVOLAZIONI:

ABITAZIONE PRINCIPALE: immobile nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la residenza anagrafica in immobili diversi, le agevolazioni previste per l’abitazione principale e per le sue pertinenze si applicano ad un solo immobile. Se le residenze anagrafiche sono stabilite in immobili diversi situati nel territorio provinciale, per abitazione principale s'intende quella dove pongono la residenza i figli eventualmente presenti nel nucleo familiare.

PERTINENZA: sono pertinenze dell'abitazione principale gli immobili a servizio della stessa, classificati nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di due unità, anche appartenenti alla medesima categoria catastale.

PRINCIPALI CASI DI ASSIMILAZIONI AD ABITAZIONE PRINCIPALE :

  1. le unità immobiliari possedute dalle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, e le relative pertinenze;
  2. la casa coniugale assegnata al coniuge in seguito a provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, ovvero, nel caso di nucleo famigliare non derivante da matrimonio, il fabbricato abitativo assegnato al genitore, cui un provvedimento giudiziale ha riconosciuto l’affidamento dei figli, dove questi fissa la dimora abituale e la residenza anagrafica. In entrambi i casi, il soggetto passivo resta il titolare del diritto reale, il quale è tenuto al versamento dell’imposta relativamente al fabbricato in questione, secondo il trattamento agevolato previsto per l’abitazione principale, anche se è intervenuto un cambio di residenza o se si è in presenza di altro fabbricato abitativo utilizzato come abitazione
    principale;
  3. il fabbricato posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle forze armate e alle forze di polizia a ordinamento militare, dal personale dipendente delle forze di polizia a ordinamento civile, dal personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica
  4. l’unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale e che in essa pongono la residenza anagrafica e la dimora abituale. L’assimilazione è fissata per un solo fabbricato abitativo e la sua individuazione deve essere effettuata con la comunicazione di cui al comma 2 del Regolamento. L’assimilazione è riconosciuta solo se dimostrata con contratto di comodato registrato. L’assimilazione si applica anche alle eventuali pertinenze, nella misura massima di due unità complessive classificate nelle categorie catastali C2, C6 o C7;
  5. l’unità immobiliare e le relative pertinenze possedute, a titolo di proprietà o di usufrutto, compreso il diritto di abitazione, da anziani e disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari, a seguito di ricovero permanente, a condizione che le stesse non risultino locate o comunque  occupate da altri soggetti;
  6. l’unica unità immobiliare abitativa posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e che abbiano maturato nel paese di residenza il diritto alla pensione, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.

AREA FABBRICABILE:  s’intende l’area utilizzabile a qualsiasi scopo edificatorio, definita tale dallo strumento urbanistico generale del Comune. Sono oggetto di imposta anche quelle appartenenti a coltivatori diretti o a imprenditori agricoli a titolo principale.

Sono esclusi dalla definizione di area fabbricabile i terreni a destinazione urbanistica di tipo agricolo o silvo-pastorale, per i quali, quindi, non va versata  l’imposta.

Il valore dell’area è costituito da quello venale in comune commercio (valore di mercato) al 1° gennaio di ogni periodo d’imposta. Nell'intento di ridurre al massimo l'insorgenza di contenzioso, il Comune ha fissato i valori minimi delle aree fabbricabili, da utilizzare per il calcolo dell’imposta con delibera n. 63 del 07 maggio 2015.
Nel caso in cui il valore dell’area edificabile, utilizzato in sede di dichiarazione ai fini fiscali, relativa a tributi erariali oppure in sede di dichiarazioni preliminari fiscalmente rilevanti, finalizzate alla sottoscrizione di atti fra vivi o mortis causa (per es. atti di compravendita, successione, donazione, costituzione o estinzione di diritti reali) risulti superiore rispetto a quello fissato dal Comune, allora tali dichiarazioni fissano il valore del terreno edificabile per un triennio. Dopo tale periodo di tempo, il contribuente può presentare, facoltativamente, una comunicazione comprovante la modifica del valore.

Le fattispecie assimilate ad area edificabile sono le seguenti:

  1. i fabbricati iscritti catastalmente nelle categorie F/3 e F/4,in attesa dell’accatastamento definitivo;
  2. i fabbricati oggetto di demolizione e/o di interventi di recupero;
  3. le aree, comunque qualificate dagli strumenti urbanistici comunali, durante l’effettuazione dei lavori di edificazione,indipendentemente dalla tipologia del fabbricati realizzati.

Le assimilazioni sono riconosciute a seguito di presentazione di specifica documentazione.

 

COME SI CALCOLA.

LA BASE IMPONIBILE: Per i fabbricati iscritti in catasto il valore si ottiene applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto i seguenti moltiplicatori:

  • 168 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
  • 147 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 84 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10 e D/5;
  • 68,25 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad esclusione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
  • 57,75 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1. 

A differenza di quanto avveniva per L’IMUP, i coefficienti sopra riportati tengono già conto della rivalutazione del 5% della rendita catastale.

ALIQUOTE, DEDUZIONI E DETRAZIONI: La base imponibile va moltiplicata per l'aliquota (come stabilito dal Consiglio Comunale, con deliberazione nr. 05 del 10.03.2016):

  • 0,00% per le abitazioni principali (escluse A/1, A/8 A/9), per le fattispecie assimilate e relative pertinenze,  
  • 0,35% per le abitazioni principali in categorie A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze ed una detrazione, per unità immobiliare, di € 225,45;
  • 0,895% per altri fabbricati ad uso abitativo;
  • 0,55% per i fabbricati attributi alle categorie catastali A/10, C/1, C/3, D/2;
  • 0,79% per i fabbricati attributi alle categorie catastali D/3, D/4, D/6, D/7, D/8 e D/9;
  • 1,31% per i fabbricati attributi alle categorie catastali D/1;
  • 0,1% per i fabbricati strumentali all’attività agricola (ossia quelli iscritti a catasto nella categoria D/10 o quelli che possiedono l’annotazione catastale di ruralità), ai quali, dalla rendita catastale, va dedotto un importo pari a € 1.500,00;
  • 0,895% per tutte le altre categorie catastali o tipologie di immobili, comprese le aree fabbricabili.

 

CASI PARTICOLARI.

FABBRICATI DI INTERESSE STORICO-ARTISTICO: il vincolo di tutela deve essere riconosciuto ai sensi dell'art. 10 del D.Lgs. 22.01.2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio). Il valore imponibile su cui calcolare l'imposta è ridotto al 50 %.

FABBRICATI DICHIARATI INAGIBILI O INABITABILI E DI FATTO NON UTILIZZATI: l'inagibilità o inabitabilità è accertata dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. Il alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva. Il valore imponibile su cui calcolare l'imposta è ridotto al 50 %.

 

ESENZIONI:

  1. i terreni qualificati a qualsiasi titolo come agricoli dallo strumento urbanistico comunale, tranne durante i lavori di edificazione;
  2. i fabbricati di civile abitazione e le relative pertinenze destinati ad alloggi sociali. L’esenzione spetta anche per il periodo di inutilizzo, se il fabbricato mantiene la stessa destinazione;
  3. i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
  4. i fabbricati con destinazione ad usi culturali;
  5. i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto;
  6. i fabbricati di proprietà della Santa Sede;
  7. i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali;
  8. i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati, al fine di essere destinati alle attività assistenziali, limitatamente al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività predette;
  9. gli immobili posseduti dalle ONLUS, a qualsiasi fine destinati o utilizzati;
  10. gli immobili concessi in comodato gratuito (con contratto registrato) ad enti pubblici per l’esercizio di funzioni, servizi o attività pubbliche.

 

QUANDO SI PAGA.

Il versamento dell’imposta dovuta per l’anno in corso è effettuato in due rate di pari importo:

  • la prima con scadenza il 16 giugno2017
  • la seconda con scadenza il 16 dicembre 2017.

Per semplificare il versamento, il Comune, invia ai contribuenti un modello precompilato con gli immobili soggetti a imposta e il calcolo dell'importo dovuto.

COME SI PAGA: l'imposta si paga con modello F24 presso ogni sportello bancario o presso gli uffici postali. L’importo totale da versare deve essere arrotondato all’euro, senza centesimi; l’arrotondamento va effettuato per difetto, se la frazione è inferiore a 50 centesimi, o per eccesso se è uguale o superiore a detto importo.

Non sono dovuti versamenti IMIS per un importo annuale riferito a ciascun soggetto passivo inferiore o uguale a 15 euro.

 

 

Dove rivolgersi:

Ufficio Tributi del Comune di Rabbi

Frazione San Bernardo, 48/D

38020 RABBI (TN)

Telefono: 0463/984 032

Fax: 0463/984 034

Mail: tributi@comune.rabbi.tn.it

PEC: comune@pec.comune.rabbi.tn.it

Informazioni correlate:

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Deliberazioni

Delibera di Consiglio Comunale nr. 10 dd. 18.03.2015 - Approvazione aliquote IM.I.S.Aliquote, detrazioni e deduzioni IMIS DELIBERA APPROVAZIONE ALIQUOTE IM.I.S. 224,76 kB

Valori aree fabbricabili

Delibera Giunta n. 63 dd 07.05.2015 2,33 MB Determinazione dei valori venali per le aree fabbricabili site nel territorio del Comune di Rabbi a valere dal 01.01.2015
Regolamento

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL'IMPOSTA IMMOBILIARE SEMPLICE (IM.I.S.) IN VIGORE DAL 01.01.2016

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL'IMPOSTA IMMOBILIARE SEMPLICE (IM.I.S.) IN VIGORE DAL 01.01.2016